Perché Linux non sfonda nel mercato desktop?

Linux vs Windows

Linux vs Windows

Non è facile rispondere a questa domanda, che assilla i fan del pinguino. Da un po’ di tempo mi sono fatto un’idea, che cercherò di riassumere in questo post.

1) Effetto di rete

Nel mercato delle telecomunicazioni, ciascun prodotto acquista tanto più valore quanto più diffuso.

Facciamo un esempio: Microsoft Word. Nel momento in cui scegliamo il programma di videoscrittura, non valutiamo unicamente le caratteristiche del software. Un elemento importante per la nostra decisione è la diffusione del software tra i nostri amici, colleghi, e in generale tra le persone con cui scambieremo documenti. Se scegliamo un programma che utilizza un formato poco diffuso, ci troveremo in difficoltà quando dovremo inviare un file. Viceversa, scegliendo il monopolista andremo sul sicuro.

Per questo motivo la posizione del monopolista tende a consolidarsi, mentre i concorrenti trovano un grosso ostacolo alla loro affermazione. I loro programmi possono anche essere più completi e/o più convenienti, ma sarà comunque difficile scalfire la posizione del soggetto dominante.

Analoghe considerazioni possono essere fatte per i sistemi operativi. Nella scelta tra Windows e Linux non conta soltanto la qualità intrinseca del software. Anzi, Linux è da molti considerato più sicuro, stabile ed efficiente. Tuttavia è poco diffuso, con le inevitabili conseguenze. Un ingegnere sceglierà Windows e non Linux, perché il software dominante nella sua sfera relazionale funziona solo sul primo. Un grafico sceglierà Mac/Windows perché supportano Photoshop, Corel, QuarXPress ecc. Anche il supporto hardware limita la diffusione di Linux, seguendo la stessa logica.

Riassumendo. Uno dei motivi per cui Linux è poco diffuso è perché ha un minore supporto software/hardware. Ma il supporto software/hardware non può migliorare facilmente se Linux non si diffonde. Il tipico cane che si morde la coda, un circolo vizioso difficile da rompere.

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Novembre 2007: Firefox cresce ancora

Stando ai dati pubblicati oggi da Market Share (http://marketshare.hitslink.com) Il browser di casa Mozilla riprende la crescita, raggiungendo il 16,01% del mercato. Un punto percentuale in più rispetto al mese precedente, quando la percentuale era del 14,97. Bene Opera, che passa dal 0,58 al 0,65%.

Nel frattempo prosegue l’emorragia di utenti di Internet Explorer. In un mese il browser preinstallato nei s.o. Windows ha perso un punto percentuale, scendendo al 77,35%.

Tra gli altri browser, continua a calare la quota di mercato delle vecchie versioni di Netscape e degli altri browser basati su Mozilla (tra cui Seamonkey e K-meleon). Cresce leggermente Safari, attestandosi sul 5,14 %.